Profezie
Daniele cap.2: 1-49
Ti consiglio vivamente per prima cosa, di aprire la Sacra Bibbia e consultare l’intera profezia dalla medesima. Il libro di Daniele nella nostra attuale Bibbia è l’ultimo dei profeti maggiori, mentre nella Bibbia ebraica è posto nel gruppo degli Scritti Sacri o Agiografi ebraico Ketubim = scritti. Una parte del libro ci è pervenuta in lingua Aramaica, (2:4–7: 28), il resto (1:2:4) e cap. 8–12 in lingua ebraica. Appartiene ad un genere letterario sorto verso il secondo secolo A. C., quello apocalittico (dal greco apokàlipsis = rivelazione).
Babilonia, teatro del ministero di Daniele, era la città meraviglia del mondo antico. Situata nella culla del genere umano la regione del giardino di Eden, costruita intorno alla torre di Babele, fu la prima sede dell’Impero, residenza di re babilonesi, assiri e persiani, e perfino di Alessandro Magno. Una città imponente per tutta l’era pre-cristiana, Babilonia raggiunse lo zenit della sua gloria e della sua potenza ai giorni di Daniele sotto Nabucodonosor, amico di Daniele, e che durante i suoi 45 anni di regno non si stancò mai di costruire rendendoli sempre più magnifici, templi e palazzi. Tra la città e le mura vi era uno spazio libero di circa 400 mt, e queste ultime erano protette da larghi e profondi fossati colmi d’acqua. Esse erano sormontate da 250 torri, fungendo da torri di guardia,ed avevano cento porte di rame. L’Eufrate divideva la città in due parti quasi uguali, ed ambedue le rive erano protette da mura che si stendevano per tutta la loro lunghezza, con 25 porte che mettevano in comunicazione tra loro le varie strade, e con traghetti. Un ponte di piloni di pietra, della lunghezza di m. 800 circa e largo 9, era dotato di parti levatorie che venivano rimosse di notte. Vi era inoltre una galleria sotto il fiume della largezza di m.4,50 e alta 3.60. Gli scavi degli anni recenti hanno confermato in larga misura la veridicità, delle narrazioni, apparentemente favolose, di antichi storici.
Il grande tempio di Marduk (Bel) contiguo alla torre di Babele era il santuario più noto di tutta la valle dell’Eufrate. Conteneva una immagine d’oro di Bel ed una tavola d’oro, il loro peso complessivo non era inferiore a 24 tonnellate. Sulla sommità erano poste immagini d’oro di Bel ed Isthar., due leoni d’oro, una tavola d’oro lunga 12 metri e larga 4.50 ed una figura umana d’oro massiccio alta m. 4.50. Babilonia era realmente la città dell’oro (Isaia 14:4), ed era molto religiosa: vi erano 53 templi e 180 altari dedicati alla dea Isthar. Fu probabilmente nella piana tra la torre di Babilonia ed il palazzo di Nabucodonosor che venne eretta La statua d’oro. Dan 3:1.
Il palazzo di Nabucodonosor, nel quale si recava spesso Daniele, era una delle più straordinarie costruzioni mai erette sulla terra. Le sue vaste rovine vennero portate alla luce da Koldwey nel periodo 1899-1912. Le mura meridionali della sala del trono erano spesse 6 m. Il lato settentrionale del palazzo era protetto da tre mura, proprio a nord delle quali vi erano ancora alte mura spesse 15 m., ed ancora più all’esterno, mura maggiormente massicce. A circa km. 1,5 verso l’esterno c’era il muro interno della città, formato da due mura paralleli di mattoni, ciascuna dello spessore di 6 metri e distanti l’una dall’altra 12. Lo spazio tra di esse era riempito con pietrame, formando così uno spessore totale di 24 metri, circondato da un ampio fossato o canale. Veniva poi ancora il muro esterno costruito alla stessa maniera. Per quei giorni la città era semplicemente inespugnabile.
I giardini pensili di Babilonia erano una delle sette meraviglie del mondo antico. Erano stati costruiti da Nabucodonosor per la sua regina di Media, la bellissima figlia di Ciassarre che aveva aiutato suo padre a conquistare Ninive. Essi erano posti in diversi ordini di archi, l’uno su l’altro, sostenente ciascuno una piattaforma solida. Avevano un’area di mq.120. Le terrazze superiori erano coperte di fiori, arbusti ed alberi e il giardino era posto sulla sommità. Un serbatoio posto in alto ed al quale l’acqua arrivava dal fiume mediante pompe idrauliche che provvedeva all’innaffiamento. Al di sotto, nelle arcate, vi erano lussuosi appartamenti, il parco dei piaceri del palazzo. La loro costruzione avvenne ne periodo in cui Daniele era a capo dei satrapi di Babilonia: Koldewey portò alla luce le arcate dell’angolo Nord-Est del palazzo che egli riteneva fossero i giardini pensili. La strada delle processioni, la grande strada sacra reale, alla quale si accedeva da Nord, ascendendo gradualmente, passava nei giardini del palazzo all’angolo Nord-Est attraverso la porta di Isthar ed al centro della città, discendendo gradualmente fino all’angolo Sud-Est del muro della torre di Babilonia, dove girava direttamente verso Ovest per il ponte del fiume. Su ciascun lato vi erano alte mura a scopo difensivo, spesse 6 metri ed adornate di rilievi smaltati multicolori raffiguranti dei leoni. La strada era selciata con lastre di pietra di 90 centimetri quadrati. Attualmente vicino al palazzo, i blocchi di pietra sono ancora al loro posto, come quando su di essi camminava Daniele, il profeta di Dio.
Egli appartiene alla tribù di Giuda, ed è lo scrittore del libro che porta il suo nome. Ben poco si sa del primo periodo della sua vita, sappiamo solo che fù portato a Babilonia probabilmente ancora adolescente, insieme ad altri nobili e principi di stirpe reale. Dan.1:3-6. Ciò avvenne nel terzo anno di Ioachim (come Re tributario di Babilonia) , terzo anno iniziato nella primavera del 618 a.E.V. (Dan.1:1). Alla morte ingloriosa di Ioachim , suo figlio Ioachin regnò per alcuni mesi prima di arrendersi. All’inizio del 617 a. E. V. Ioachin ed altri uomini preminenti, tra cui il giovane Daniele (II Re 24:15), furono ridotti in schiavitù da Nabucodonosor (Nebucadnetsar). Mentre molti esuli si trovavano presso il fiume Chebar, fuori di Babilonia, Daniele ed i suoi tre compagni vennero scelti per ricevere speciale istruzione circa la scrittura e la lingua dei Caldei, affinchè fossero in grado di svolgere incarichi governativi. Com’era consuetudine, furono dati loro nomi babilonesi; quello di Daniele era Baltassar. Non volendosi contaminare con i cibi assegnati loro, che potevano includere cose proibite dalla Legge, egli chiese che la loro dieta si limitasse a legumi ed acqua. Daniele continuò a prestare servizio a corte fino alla caduta di Babilonia. In Dan. 1:19 viene detto che anche i suoi tre compagni “ continuarono a stare di fronte al Re “ (di Babilonia). Non è specificato se essi vissero e conservarono questa posizione fino alla caduta di Babilonia, ma Daniele sì, dopo di che rimase alla corte persiana almeno fino al terzo anno di Ciro. – Dan. 10:1.
Nel secondo anno del suo regno (606-605 a. R. V.) il Re Nabucodonosor sogna una grande statua composta di vari metalli, la cui testa era d’oro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di rame, le gambe di ferro ed i piedi in parte di ferro ed in parte d’argilla. Mentre il Re stava guardando una pietra si staccò non per mano di un uomo colpendo l’immagine ai piedi composti di ferro ed argilla e la statua si frantumò. La pietra che aveva colpito i piedi della statua diventò un grande monte. Nessun mago od astrologo del suo regno era in grado di spiegare questo strano sogno, solo Daniele (per volontà divina vedi Dan.2:30) dà la completa interpretazione al Re. Daniele per fare questo, chiede espressamente l’intervento del suo Dio. (Dan. 2:17-23.)
Dal versetto 37 in poi il profeta spiega come il capo d’oro della statua sia lo stesso Re essendo lui il capo dell’allora prima potenza mondiale, Babilonia. Dopo di lui gli sarebbe succeduto un secondo regno inferiore al suo, infatti il materiale della statua perde di valore perché dall’oro si passa all’argento ( il petto e le braccia) e ben si identifica con l’alleanza Medo-Persiana che succedette a Babilonia. La storia secolare ci insegna che la terza potenza mondiale fu la Grecia, con Alessandro Magno il quale sbaragliò ciò che era rimasto dei due imperi precedenti, ben raffigurato dal ver. 39 parlando di un regno di bronzo che avrebbe dominato la terra. Dopo di ciò sarebbe sorto un quarto regno, forte come il ferro (vers. 40) che avrebbe stritolato e frantumato i precedenti regni. La caratteristica di questo ultimo regno che lo contraddistingue dai precedenti, è la natura dei materiali dei quali esso è composto: argilla e ferro!
Possono mai questi due materiali amalgamarsi? Perché mai vengono usati questi elementi della natura così contrastanti tra di loro? Non a caso questo sogno terribile venne fatto dal Re di Babilonia! Esso era a capo di una potenza mondiale che promuoveva il culto della personalità una adorazione sfrenata ed idolatra e Daniele , con la sapienza che gli veniva dall’alto fu subito in grado di identificarlo come il capo d’oro della statua del sogno. I babilonesi ebbero origine nell’antica pianura di Scinar e subito si distinsero dalle altre popolazioni per voler dominare e soggiogare le altre genti. Non a caso il Signore (vedendo questa speciale predisposizione al dominio,) confuse le loro lingue per poter arginare o rallentare la loro ascesa al dominio). Vedi Gen.11:1-9. Ciò nonostante, l’ascesa e l’espansionismo di questo popolo fu così importante che, ancora oggi per rendersi conto della magnificenza e grandezza di questa nazione, basta visitare il Pergamo Museum di Berlino dove è stato in parte ricostruito il tempio eretto alla dea Isthar, o i grafici riguardandi i giardini pensili, ( che facevano parte delle 7 meraviglie del mondo antico). A motivo di ciò Babilonia (che vuol dire confusione ) è divenuta il simbolo di quello che è contrario al volere di Dio ed a un Suo giusto governo. Riv.18:1-3.
Tornando ai piedi di questa statua, chiunque studi la storia si rende conto che il regno forte come il ferro è Roma, la quale durò più a lungo delle precedenti potenze mondiali. La fondazione di Roma (che divenne poi la Capitale dell’Impero) quando avvenne precisamente, ed ad opera di chi, è avvolta nella leggenda e nella mitologia. La tradizione vuole che sia stata fondata nel 753 a.E.V. da Romolo, il suo primo Re. Ma tombe ed altre testimonianze archeologiche indicano che era già abitata molto tempo prima. Secondo Plinio il Vecchio, nel 73 E.V. le mura che circondavano la città erano lunghe circa 21 km e col tempo vennero ammessi colli e valli inclusi i 44 ettari occupati attualmente dalla odierna città del Vaticano. Sulla scena internazionale Roma raggiunse l’apice della gloria sotto i Cesari. Il primo di questi fu Giulio cesare il quale fu assassinato da cospiratori nel 44 E.V. Fu sotto il regno di Augusto, che nacque Gesù. Questa potenza fu subito pronta ad assorbire ogni forma di falsa adorazione. Lo storico John Lord descrive così la situazione: a Roma regnava la superstizione; infatti vi si vedevano sacerdoti e devoti di tutti i paesi assoggettati: le figlie di Iside di pelle scura, con tamburi e tamburelli e dal comportamento sfrenato; seguaci della divinità persiana Mithra; asiatici evirati; sacerdoti di Cibele, con le loro danze scatenate e grida stridenti; adoratori della grande dea Diana; prigionieri barbari con i riti di sacerdoti teutonici; astrologi siri, ebrei e caldei, e stregoni della Tessaglia.
Sono trascorsi circa 2000 anni da allora , Roma nei secoli è divenuta la sede ufficiale della Chiesa cattolica e non possiamo negare le radici pagane che troviamo dentro di essa . Adorazioni di immagini, false dottrine culto dei morti, commistione tra Chiesa e Stato sono sotto gli occhi di tutti. Per molto tempo il sistema papale a preteso di essere il regno che “ Iddio del cielo” ha promesso di suscitare, e che, in adempimento di quella profezia doveva stritolare e consumare tutti gli altri regni. La verità è tuttavia che la Chiesa nominale è semplicemente unita con gli imperi terreni, nello stesso modo che l’argilla è col ferro, e che il papato non è mai stato il preteso “ Regno di Dio”, bensì una caricatura di esso. Una delle prove più lampanti che il papato non distrusse e non consumò quei regni terreni, è la loro esistenza attuale! Adesso che col passare del tempo l’argilla fangosa si è disseccata, (divenuta fragile), la sua forza attrattiva viene sempre meno, e questi materiali così assolutamente incompatibili, dimostrano tutta la debolezza di un castello costruito sulla sabbia. Per questo attendiamo fiduciosi che la “ pietra” il vero Regno di Dio si stacchi presto dal “monte” e colpisca (così come dice il profeta) alla base questo impero del male che tanto ha deviato dai santi e giusti insegnamenti delle Scritture. Vedi Dan.2:41-45.
Dalle ceneri dell’ impero romano sono sorte le attuali nazioni Europee, nelle quali troviamo l’antica commistione tra stati e religioni ed anche (nelle varie denominazioni religiose) tutte quelle forme di paganesimo che contraddistinsero la successione delle potenze mondiali descritte dal sogno del Re Nabucodonosor. Il versetto 44 dello stesso capitolo ben identifica non un solo Re
(un'unica potenza che governava una alla volta in successione) ma, al tempo di quei Re, - questo per indicare che quando sarebbe venuto il regno di Dio tante Nazioni avrebbero avuto potenza e credito nello scenario politico del mondo.
E’ nel nostro tempo che attendiamo con fede di vedere come il Regno di Dio annullerà tutti i regni di questo mondo per far posto all’unico governo che abbia il diritto di regnare!
La profezia di Dan.cap.4 circa il sogno di un grande albero – sempre da parte del Re Nabucodonosor – getterà ulteriore luce su quanto sopra scritto.
Anche qui invito il mio lettore a leggere per intero:
Daniele 4: 2-37
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